Approda in parlamento il programma italiano per sistemi aerei di sesta generazione, denominato Global Combat Air Programme (GCAP)
Dopo le attività legate alle fasi iniziali, approda in parlamento il programma italiano per sistemi aerei di sesta generazione, denominato Global Combat Air Programme (GCAP) o Future Combat Air System (FCAS). Il programma si pone obiettivi ambiziosi sia sul piano militare che su quello industriale, introducendo innovazioni tecnologiche di rottura rispetto alle generazioni precedenti.
Obiettivi Strategici
Possiamo suddividerli in tre pilastri principali:
Rinnovamento Operativo: il GCAP è destinato a sostituire gradualmente i velivoli F2000 Eurofighter dell’Aeronautica Militare. Tale transizione è prevista a partire dal 2035 e dovrebbe concludersi tra il 2045 e il 2050, per rispondere alle sfide poste dal continuo inasprimento delle minacce negli scenari operativi;
Sovranità Tecnologica e Industriale: un obiettivo chiave è garantire all’Italia l’autonomia nella progettazione, sviluppo e certificazione di sistemi aerei all’avanguardia. Il programma funge da “moltiplicatore degli investimenti”, promuovendo la crescita di competenze nazionali che avranno ricadute in settori trasversali come il navale, lo spaziale e il cyber.
Cooperazione Internazionale: il programma si basa su una partnership strategica tra Italia, Regno Unito e Giappone, consolidata attraverso l’istituzione della GCAP International Government Organisation e di una Joint Venture industriale tra Leonardo, BAE Systems e Japan Aircraft Industrial Enhancement.
Innovazioni Tecnologiche: il cuore dell’innovazione risiede nel concetto di “sistema di sistemi”, che supera l’idea del singolo velivolo per creare un’architettura complessa e interoperabile.
Principali innovazioni
Integrazione Manned-Unmanned: il sistema è composto da una piattaforma principale (core platform) integrata con sistemi cooperanti non pilotati, definiti adjuncts o velivoli a pilotaggio remoto.
Connettività Avanzata e Cloud: tutti gli elementi saranno collegati tramite una rete “intelligente” basata su un’architettura cloud dedicata, datalink di nuova generazione e intelligenza artificiale per la gestione dei dati in tempo reale.
Tecnologie Emergenti: Il programma integra innovazioni nel campo del quantum computing, dei big data, della cyber defence e dell’impiego di materiali tecnologicamente avanzati.
Sistemi di Bordo Integrati: lo sviluppo include il sistema ISANKE&ICS (Integrated Sensing and Non Kinetic Effectors & Integrated Communication System), progettato per garantire una capacità multi-dominio superiore attraverso sensoristica e sistemi di comunicazione integrati.
Capacità Multi-dominio: il velivolo è progettato per operare non solo nel dominio aereo, ma in stretta sinergia con assetti spaziali, marittimi e terrestri, potenziando la sorveglianza e l’efficacia degli attacchi.
In sintesi, il GCAP non rappresenta solo l’evoluzione stealth della quinta generazione (come l’F-35), ma un salto verso un’architettura di combattimento interconnessa e autonoma.
Dal punto di vista formale in cosa consiste il passaggio parlamentare?
Il Ministro della Difesa ha trasmesso al Parlamento la richiesta di parere sullo schema di decreto ministeriale il 9 gennaio 2026. L’atto è stato annunciato e assegnato alle Commissioni parlamentari competenti il 13 gennaio 2026.
Le commissioni coinvolte sono:
• Senato: 3ª Commissione (Affari esteri e difesa), con i rilievi della 5ª Commissione (Bilancio).
• Camera dei deputati: IV Commissione (Difesa), con i rilievi della V Commissione (Bilancio).
Esame e Parere Parlamentare (40 giorni)
Le Commissioni Difesa hanno il compito di esaminare il programma e devono esprimere il proprio parere entro quaranta giorni dalla data di assegnazione. Per questo specifico atto, il termine per l’espressione del parere è fissato al 22 febbraio 2026.
Credits: Immagine di copertina creata con AI
