453 – News dal mondo Apple

Le ultime news dal mondo Apple. Rumors, novità, prossimi lanci e considerazioni tech sull’ecosistema smart più efficiente del mercato. Oggi parliamo della questione Twitter e della produzione di chip TSMC in Arizona.

Eccoci al primo appuntamento con le news dal mondo Apple. Questo sarà un appuntamento periodico nel quale, avvalendoci di fonti qualificate come per esempio oggi con Bloomberg, andremo ad approfondire non solo le novità ma anche quelle informazioni meno note di casa Apple.

Allora pronti? Via!

Oggi approfondiamo:

  • La questione Twitter
  • Produzione di chip TSMC in Arizona

La questione Twitter

Ho deciso di intitolare questa sezione “la questione Twitter” perchè ci sono molte sfaccettature su come Twitter, ed il suo nuovo proprietario Elon Musk, stiano mettendo il agitazione il mondo tech. Le vicende che hanno portato all’acquisto di Twitter da parte di Musk sono abbastanza note quindi passiamo subito ad un nodo importante della piattaforma social che Musk ha “liberato”.

Nel liberarlo però Musk sta anche pensando di far pagare la famosa spunta blu. Spunta blu che dovrebbe garantire la certificazione dell’identità di quel profilo, ma di questa presunta certificazione ne parliamo tra poco. La sfida che Twitter dovrà affrontare non è solo quella con il mercato, ma soprattutto quella con le due BigTech che gli consentono di esistere sui dispositivi mobili, cioè Apple e Google.

Il primo problema di Twitter

Twitter prevede di rilanciare Twitter Blue con un piano di abbonamento (da fine novembre) che appunto la verifica (spunta blu) a qualsiasi cliente pagante il prezzo di 8 dollari al mese. Ed è questo il tema che porto alla vostra attenzione. Sì perché Apple e Google gestiscono i sistemi di pagamento sui rispettivi Store, oltre alla possibilità di scaricare l’App da quello Store.

Ciò significa che se il lancio della nuova funzione andrà bene ci maggiori entrate per Twitter ma anche per i due gestori degli Store, che hanno una percentuale su questo costo. Per Apple è il 30% per il primo anno poi si scende al 15%. Google applica direttamente il 15%.

Proprio su questo potrebbe nascere il contrasto tra Twitter e le due BigTech, non tanto per i costi trattenuti dai due Store, alcune decine di milioni di dollari l’anno, che per i due colossi sono irrisori ma forse non lo sono per Musk in questa fase.

Già in passato Musk aveva manifestato il suo dissenso sulle percentuali trattenute da Apple e Google che reputa troppo elevate. In questo momento Musk deve pensare al timone di Twitter e chissà se successivamente passerà ad occuparsi di un nuovo sistema di fatturazione esterno ai due Store principali. Su questo tema c’è il precedente di Netflix a cui ciò è consentito e il precedente di Fornite/Epic a cui invece non è consentito e l’App è stata rimossa dallo Store.

Il secondo problema di Twitter

Il secondo grande problema che avrà Musk nei rapporti con le due BigTech che lo ospitano riguarda la moderazione dei contenuti. Negli ultimi giorni abbiamo letto come Twitter abbia licenziato molte delle risorse dedicate al controllo della disinformazione e dell’incitamento all’odio.

Se Twitter però non riesce a monitorare la situazione non si può escludere che siano Apple e Google ad intervenire. Non sarebbe il primo social network ad essere rimosso ricordiamo l’esempio Parler. LApp è stata poi riabilitata dopo che il social network ha rivisto i processi di moderazione dei contenuti.

Vedremo nei prossimi mesi se questi due problemi impatteranno o meno sull’evoluzione di Twitter quello che è certo è che nessuno dei tre colossi abbia interesse a inasprire i rapporti.

Produzione dei chip TSMC in Arizona

Diverse volta abbiamo approfondito qui il tema della carenza dei chip e della volontà di Apple di diversificare la produzione, per esempio allargando all’India, e non solo, parte della produzione cinese. L’elemento nuovo ora è quello relativo al ritorno della produzione in USA. Sembra infatti che Apple pianifichi la produzione di chip da un nuovo impianto che aprirà in Arizona nel 2024. La notizia arriva da Tim Cook in un incontro con i dipendenti in Germania di cui ha parlato Bloomberg. Cook però non ha riferito quale azienda avrebbe costruito i chip. Quello che sappiamo è che TSMC (il più grande produttore del mondo) sta costruendo uno stabilimento in Arizona. Tutto fa pensare che Apple e TSMC stiano quindi espandendo la loro partnership.

TSMC ha affermato, secondo la Reuters, che lo stabilimento realizzato in Arizona, con un investimento di 12 miliardi di dollari, produrrà all’inizio solo processori costruiti su processo produttivo a 5 nanometri con una produttività di 20.000 chip al mese. Questo fa pensare che inizialmente i chip non potranno essere impiegati su iPhone ma su altri dispositivi della Mela.

Morris Chang fondatore di TSMC ha anche confermato che la produzione dei chip con processo produttivo a 3 nanometri avverrà nello stesso stabilimento in Arizona in quella che ha chiamato “fase due” successiva quella attuale.

Avremo modo di verificare tutti questi elementi nel corso del 2023, anno durante il quale seguiremo la differenziazione dei siti produttivi asiatici di Apple ormai in corso.


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